Ho smontato il mio primo computer a 13 anni. Non ho mai smesso.

Quarant'anni fa aprivo un Commodore 64 con il cacciavite di mio padre. Oggi smonto contratti cloud, modelli di business e narrazioni comode. Questa è la storia di come ci siamo arrivati — e di cosa intendo fare.

Ho smontato il mio primo computer a 13 anni. Non ho mai smesso.

Quarant'anni fa aprivo un Commodore 64 con il cacciavite di mio padre. Oggi smonto contratti cloud, modelli di business e narrazioni comode. Questa è la storia di come ci siamo arrivati, e di cosa intendo fare.

Il cacciavite e le urla

Natale 1984. Sotto l'albero c'è un Commodore 64. Ho tredici anni e una curiosità che mia madre definisce "patologica". Qualche partita, forse due pomeriggi. Poi la domanda che mi ha rovinato la vita in modo meraviglioso: cosa c'è dentro?

Prendo il cacciavite di mio padre, quello buono, con il manico giallo, e comincio a svitare. Mio padre urla. Mia madre non capisce cosa sta succedendo. Io vedo circuiti, chip, piste di rame. Non capisco quasi niente, ma una cosa la capisco benissimo: qualcuno ha progettato tutto questo, e quel qualcuno ha fatto delle scelte. Scelte che decidono cosa posso fare io con quella macchina.

Lo rimonto. Funziona.

Quella sensazione: guardare dentro, capire chi ha deciso cosa, e poi rimettere tutto insieme, non mi ha più lasciato.

La promessa

1992. Ho ventuno anni e un modem a 14.400 bps che gracchia e mi apre le porte del World Wide Web. Internet appare come un territorio sconfinato. Nessun recinto, nessun proprietario. Chiunque poteva pubblicare, costruire, connettere. La promessa era enorme: una rete di pari, senza intermediari, dove l'informazione scorre libera.

L'anno dopo scopro Linux. Compilare il kernel di notte, imprecare su configurazioni che non funzionano, poi quella sensazione di controllo totale quando finalmente tutto gira. Non è comodo. Non è facile. Ma è mio.

1998: apro la partita IVA. La passione diventa lavoro. Riparo computer, installo reti, configuro server per professionisti e piccole imprese della mia zona. Gente che del computer non capisce niente e vuole solo che "la stampante stampi", che si fida di me perché arrivo, apro il coperchio e risolvo.

1999: il colpo di testa. Fondo MediaMusica Italia: una delle prime piattaforme italiane di musica digitale in licenza SIAE. Streaming RealAudio, track personalizzate, CD a casa. Presentata al Futurshow '99, raccontata da Internet News. Un precursore di iTunes, anni prima di iTunes.

Troppo presto. Troppo avanti. Ma indimenticabile.

Il tradimento

Fermiamoci un secondo.

C'è stato un momento preciso in cui la promessa si è rotta. Non un giorno, più un decennio, quello tra il 2010 e il 2020, in cui i territori aperti sono diventati giardini recintati. Google ha smesso di essere un motore di ricerca ed è diventato una macchina pubblicitaria alimentata dai tuoi dati. Facebook ha smesso di connetterti con gli amici ed è diventato un laboratorio di manipolazione dell'attenzione. Microsoft ha smesso di venderti software e ha cominciato ad affittartelo.

Non è successo per caso. Daniel Kahneman lo chiamerebbe un effetto di framing: ci hanno presentato la comodità come progresso, e noi abbiamo comprato la cornice senza guardare il quadro. "Metti tutto in cloud, è più sicuro." "Non ti preoccupare dei backup, ci pensiamo noi.", "Accetta e continua."

Snowden ha fatto cadere la maschera e rivelato la sorveglianza di massa della NSA. Assange con WikiLeaks ha pubblicato quello che i governi volevano restasse nascosto. Entrambi ne hanno pagato il prezzo.

E noi? Noi abbiamo continuato a cliccare "Accetto".

La risposta

Nel 2023 ho fondato Omnia Digital. Non un manifesto, non servono altri manifesti. Una risposta concreta: percorsi di sovranità digitale per imprese e professionisti. Soluzioni open source e self-hosted dove ha senso. Uso più consapevole della tecnologia sempre.

Attenzione: non dico "lascia Google e risparmi". Sarebbe una bugia.

La sovranità costa. Costa tempo, competenza, qualche notte in bianco. Ma c'è una differenza tra pagare un affitto che sale ogni anno per qualcosa che non è tuo, e investire in qualcosa che controlli. La differenza tra inquilino e proprietario. Tra chi subisce le regole e chi le conosce.

Perché "Sovrani Digitali"

Questo blog nasce da una constatazione semplice: la maggior parte dei professionisti e delle PMI italiane non sa di aver delegato il controllo dei propri strumenti, dei propri dati, delle proprie comunicazioni a soggetti che rispondono a leggi diverse, interessi diversi, e che possono cambiare le regole del gioco in qualsiasi momento.

Non lo sa perché nessuno glielo spiega in modo chiaro. La stampa tech parla ai tecnici. I vendor parlano ai buyer. I consulenti parlano in gergo. E nel mezzo c'è Marco: il commercialista, l'avvocato, il titolare di agenzia, che è intelligente, pragmatico, e vuole capire senza essere trattato come un deficiente o come un portafoglio da aprire.

Qui parlo a Marco. In prima persona, con esempi concreti, senza gergo non spiegato. Quando dico "lock-in" (la condizione in cui sei talmente incastrato in un ecosistema che uscirne costa più che restare) lo spiego. Quando dico che una cosa non la so, lo dico.

Quello che troverai qui:

Smontaggio. Prendo contratti, piattaforme, narrazioni e li apro come quel Commodore 64. Cosa c'è dentro. Chi ha deciso cosa. Quali scelte stanno facendo al posto tuo.

Alternative. Non sempre migliori. A volte più scomode. Ma reali, testate, con costi e compromessi dichiarati.

Dubbi. Non tutto si risolve con il software libero. Non tutte le migrazioni hanno senso. Non tutti i cloud sono il male. Lo dirò quando è il caso, perché la fiducia si costruisce dicendo anche le cose scomode.

Una domanda per te

C'è un test che propongo sempre ai miei clienti. Richiede trenta secondi.

Se domattina Google disattivasse il tuo account: email, Drive, Calendar, tutto: quanto tempo sopravvivrebbe la tua attività?

Se la risposta ti ha messo a disagio: bene. Quel disagio è il punto di partenza. Non per il panico, ma per la consapevolezza.

Ci vediamo la prossima settimana. Parleremo di un contratto che hai firmato senza leggere. Spoiler: lo firmano tutti.

Fonti

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