Il controspionaggio tedesco ha scelto con quale software leggere i dati dei suoi bersagli. La decisione è stata raccontata come un atto di sovranità, perché esclude l'americana Palantir. Il software che entra è francese.
Due aggiudicazioni e una dichiarazione: cosa hanno firmato davvero Parigi e Berlino
Conviene separare tre notizie che circolano impastate.
La prima: la DGSI, l'intelligence interna francese, ha assegnato a ChapsVision il progetto OTDH, quello che dota i servizi di una piattaforma per trattare grandi masse di dati eterogenei. Il prodotto si chiama ArgonOS e prende il posto di Palantir. L'azienda indica due lotti, il primo a fine 2024 e il secondo a giugno 2026. La finestra di dispiegamento fra i diciotto e i ventiquattro mesi, e il 2027 come anno della transizione, arrivano invece dalla stampa francese: il comunicato non contiene calendario. Non è un dettaglio di attribuzione, perché su quella finestra si regge buona parte di quello che segue.
La seconda: il Bundesamt für Verfassungsschutz ha comprato lo stesso ArgonOS, scartando Palantir; per il mercato tedesco ChapsVision lavora con l'integratore Rola Security Solutions. Berlino ottiene indipendenza da un fornitore americano comprando da un fornitore francese, attraverso un intermediario tedesco.
La terza è di natura diversa. Il 17 luglio 2026 il Consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza ha messo per iscritto che i due paesi esamineranno «una spina dorsale digitale sovrana europea», citando la francese Arcadia «e soluzioni tedesche comparabili». Arcadia è la piattaforma di comando e controllo dell'esercito francese, non un prodotto ChapsVision. Ed esamineranno: il testo non assegna contratti.
Due appalti firmati sullo strato dell'intelligence e uno studio ancora aperto su quello militare: chi li somma in un unico «l'Europa caccia Palantir» sta leggendo tre cose diverse come se fossero una.
E nessuno dei tre dice quello che l'annuncio lascia capire. Cambia chi scrive il software con cui lo Stato incrocia i dati dei cittadini, ed è un guadagno vero. Non cambiano i dati che può incrociare, né gli strati su cui quel software gira. Per pesare la differenza serve una domanda che i comunicati non fanno mai: se domani te lo staccassero, in quanto tempo avresti un sostituto?
Lo strato che cambia mano, e la parte di Germania che non cambia
Quando ho letto l'annuncio l'ho archiviato come gesto simbolico: si cambia il software di superficie e sotto resta tutto uguale. Poi sono andato a vedere dove sta, quel software.
Gotham, il prodotto di Palantir, gira nelle polizie di tre Länder tedeschi: HessenData in Assia, VeRA in Baviera, DAR in Nord Reno-Vestfalia. Il 16 febbraio 2023 il Bundesverfassungsgericht ha dichiarato incostituzionali le norme di Assia e Amburgo che ne regolavano l'uso, per assenza di soglie di intervento sufficientemente precise, senza escludere in linea di principio un'analisi automatizzata conforme alla Costituzione. Pochi mesi dopo il ministero dell'Interno ha bloccato una VeRA federale: la risposta del governo al Bundestag del 18 settembre 2023 lo ricostruisce, e vi si legge che nella gara bavarese del 2022 il software di Palantir era risultato l'unico prodotto idoneo sul mercato europeo.
Prima cosa da fissare, allora: Palantir non esce dalla Germania. Esce da un servizio federale mentre Gotham resta nelle tre polizie di Land dove già lavora, al centro di un contenzioso costituzionale che nessuna aggiudicazione chiude.
Detto questo, lo strato che cambia mano non è il logo sulla fattura. È il codice che incrocia archivi diversi, disegna reti di relazioni fra persone e consegna all'operatore una rappresentazione su cui deciderà qualcosa. Chi liquida la mossa come teatro sta guardando l'annuncio senza guardare il prodotto.
Cambiare Palantir non cambia chi viene sorvegliato
Qui vanno tenute separate due cose che l'annuncio tiene insieme. Il cittadino tedesco non ottiene un grammo di sorveglianza in meno: ottiene che a sorvegliarlo sia software europeo. Sono due beni distinti, ed è stato comprato solo il secondo.
La sentenza del 2023 aiuta a vedere la differenza, perché non parlava di fornitori. Karlsruhe ha censurato l'ampiezza dei presupposti d'intervento (quali dati, per quali reati, con quale soglia di sospetto) e ha detto esplicitamente che un'analisi automatizzata conforme alla Costituzione è possibile. Installare ArgonOS al posto di Gotham non tocca nessuno di quei parametri. La soglia resta dov'era, e resta materia di legge, non di licenza d'uso.
C'è una conseguenza che va nominata, ed è la lettura meno comoda di tutte: l'etichetta sovranista rende politicamente più digeribile una capacità che la Corte aveva appena stretto. «È europeo» funziona come risposta a un'obiezione che non era mai stata sulla nazionalità del venditore. Chi ha passato tre anni a contestare l'analisi automatizzata dei dati in mano allo Stato si ritrova a discutere della bandiera sulla confezione, e il cambio di argomento non l'ha scelto lui.
La sovranità digitale non si dichiara con un sì o con un no
Sovrano oppure dipendente, come se fossero gli unici due stati possibili: è così che la sovranità digitale finisce quasi sempre raccontata. Ma un sistema ha molti livelli e su ciascuno il controllo è una faccenda separata. Puoi comandare il software applicativo, i dati e le chiavi e non comandare il silicio su cui girano; puoi possedere l'hardware e dipendere dalle licenze e dai tecnici di un fornitore estero. Dire «siamo sovrani» senza dire su cosa è una frase che non contiene informazione.
Alex Karp, amministratore delegato di Palantir, lo spiega meglio di chiunque voglia affrancarsi da lui: l'Europa deve trovare «una fonte indigena di forza», perché l'hard power del ventunesimo secolo «si scrive in codice». È una descrizione esatta del livello su cui Parigi e Berlino stanno agendo. Karp si ferma lì perché a lui conviene che il discorso si fermi lì.
Prima dei chip: ArgonOS è europeo fino in fondo o solo nella ragione sociale?
Un criterio che si applica solo agli altri non è un criterio, quindi tocca cominciare dal vincitore.
ChapsVision nasce nel 2019 e cresce comprando: una trentina di società in sei anni, da Coheris a Bertin IT, Deveryware, la belga ACIC. ArgonOS è lo strato che tiene insieme quel portafoglio, e il pezzo più pesante è l'ultimo: a novembre 2024 il gruppo si prende Sinequa, il motore di ricerca neurale e di generazione aumentata su cui poggia l'intelligenza artificiale della piattaforma.
Sinequa, prima di essere francese, è documentata così dalla propria comunicazione: piattaforma «ottimizzata per Azure», venduta sul marketplace Microsoft ai clienti con impegno di consumo Azure, con la ricerca neurale tarata su GPU NVIDIA A10 e A100. Ad aprile 2023 annuncia l'integrazione di Microsoft Azure OpenAI Service; a luglio 2023 annuncia che addestrerà modelli propri su sistemi NVIDIA DGX H100. Proprietà francese, filiera che passa da Redmond e da Santa Clara.
Non significa che la piattaforma consegnata ai due servizi giri su Azure: quasi certamente no. ChapsVision dichiara che ArgonOS si installa su qualunque infrastruttura, compresi i server locali del cliente e gli ambienti isolati dalla rete, «con piena trasparenza architetturale». La domanda è un'altra, ed è la stessa che l'annuncio rivolge a Palantir: cosa resta, in una versione scollegata, di un motore costruito attorno a servizi cloud americani? Quali modelli lo alimentano, addestrati dove e aggiornati con che procedura? Non risulta documentato pubblicamente: è la stessa zona d'ombra che si rimprovera al fornitore uscente, un piano più su.
Il gradino che conta di più sta in mezzo: modelli, GPU, CUDA
Fra l'applicazione e la fabbrica di chip c'è tutto quello che gli annunci non nominano: sistema operativo, hypervisor, database, acceleratori e, soprattutto, i modelli. Una piattaforma che estrae entità da masse eterogenee, le disambigua e le correla gira su modelli; i modelli girano su acceleratori, e programmarli passa da un ambiente proprietario, CUDA, che non ha equivalenti pronti all'uso.
È lì che il rubinetto è stato effettivamente chiuso a qualcuno negli ultimi anni: non nella litografia per i datacenter europei, ma nelle licenze d'esportazione delle GPU di fascia alta, decise unilateralmente da Washington e riscritte più volte. I destinatari di quelle restrizioni non sono Parigi e Berlino, e suggerirlo sarebbe disonesto. Ma la leva esiste, è stata usata, e agisce su uno strato che una piattaforma d'analisi consuma ogni giorno. La dipendenza che conta è più vicina di quanto faccia pensare la litografia, e si misura in mesi.
Sotto ancora: EDA, ASML e chi può fermare le macchine
Più giù il quadro si irrigidisce. I processori si progettano con strumenti di automazione elettronica, l'EDA, e il mercato di fascia alta sta in tre gruppi: Synopsys, Cadence e Siemens EDA. Il terzo smonta l'equazione fra ragione sociale e controllo: appartiene a un gruppo tedesco, ma nasce dall'acquisizione dell'americana Mentor Graphics e resta radicata nell'ecosistema statunitense per personale, brevetti e fornitura. Proprietà europea, filiera no: lo stesso test che ho appena applicato a ChapsVision. Sotto ancora c'è la litografia, dove la macchina EUV la produce al mondo solo l'olandese ASML, sotto licenze firmate dal governo olandese e una leva extraterritoriale americana.
Ne esce una scala: l'applicativo si sostituisce in mesi o pochi anni, ed è la finestra che la Francia si è data; il gradino intermedio in anni e a prestazioni inferiori; gli strati portanti su decenni, e l'European Chips Act non compra un'alternativa alla litografia sotto controllo export. Il gradino che i due governi rimpatriano oggi è quello rimpatriabile oggi.
L'obiezione che regge, e la soglia che manca
C'è un'obiezione seria a tutto questo. La sovranità è incrementale: non si parte dalle fabbriche di chip, si parte dal primo livello raggiungibile, e lo strato applicativo lo è. Cacciare Palantir da un servizio oggi non impedisce di risalire la filiera domani, anzi costruisce le competenze e la domanda industriale che servono per risalirla. È vero, e ammetterlo costa una cosa sola: rinunciare al titolo «ora siamo sovrani».
Resta però la domanda che il ragionamento per strati si tira addosso: se sotto c'è sempre qualcosa, nessuna rivendicazione sopravvive mai, e un criterio che boccia tutto non seleziona niente. Il controllo integrale della catena non ce l'ha nessuno, nemmeno gli Stati Uniti, che per la litografia dipendono da una fabbrica olandese. Quindi la soglia utile non è la proprietà, è la revocabilità. Per ogni strato: chi può staccarlo, con quanto preavviso, e in quanto tempo hai un sostituto in piedi. Sei sovrano su uno strato quando nessuno può togliertelo più in fretta di quanto tu sappia rimpiazzarlo. Con questo metro Parigi e Berlino hanno guadagnato qualcosa di misurabile sull'applicativo, un fornitore che il proprio governo può obbligare e un'alternativa in casa, e niente sui modelli e sugli acceleratori, dove il preavviso lo decide un altro e il sostituto non esiste. Il governo francese ha motivato la sostituzione parlando di autonomia autentica e di nuove dipendenze strategiche da evitare. La formula esatta sarebbe più stretta e non meno onorevole: autonomia sullo strato applicativo, dipendenza confermata su quello che gli sta sotto.
Come si legge il prossimo annuncio di sovranità
Vale per Parigi e Berlino con Palantir e varrà per qualunque annuncio leggerai da domani: cloud nazionale, cybersicurezza europea, intelligenza artificiale continentale. Cerca nel comunicato il livello più basso che viene nominato, poi fatti due domande: chi governa quello che sta sotto, e in quanto tempo potresti sostituirlo se domani chiudesse il rubinetto. Se la risposta alla seconda è «più tempo di quanto ne avrei», quella è sovranità di uno strato e va chiamata così.
Non è una diminuzione. Un governo che dice «controlliamo l'applicazione, i dati e le chiavi, ma restiamo esposti sul substrato» sta dicendo al proprio elettorato cosa può ancora essergli tolto e da chi. Chi si limita a «siamo sovrani» ha scelto di non farsi la domanda, e prima o poi qualcun altro gliela farà, in un momento che non sceglie lui.
Fonti
- Bundesverfassungsgericht, Legislation in Hesse and Hamburg regarding automated data analysis is unconstitutional (2023), BVerfG
- Deutscher Bundestag, Drucksache 20/8390: Antwort der Bundesregierung zur polizeilichen Analysesoftware «Bundes-VeRA» (2023), Deutscher Bundestag
- Présidence de la République, Conclusion of the Franco-German Defence and Security Council (17 luglio 2026), Élysée
- Commissione europea, European Chips Act: The Chips for Europe Initiative (2026), Commissione europea
- ASML, Statement regarding export control regulations Dutch government (2023), ASML
- ChapsVision, ChapsVision chosen by France to deploy Argonos for the OTDH project (2026), ChapsVision
- Sinequa, Enterprise Search for Azure (2026), Sinequa by ChapsVision
- Sinequa, Sinequa met la puissance de ChatGPT au service des entreprises (2023), Sinequa
- Sinequa, Sinequa Supercharges Intelligent Search Powered by NVIDIA (2023), Sinequa
- Siemens, Electronic Design Automation (2026), Siemens
- L'Usine Digitale, La France tourne la page Palantir: ChapsVision remporte le marché de la DGSI (2026), L'Usine Digitale
- Heise Online, Digital Sovereignty: BfV Buys European Palantir Alternative (2026), Heise
- taz, Deutscher Geheimdienst setzt zur Terrorabwehr auf eine Palantir-Alternative aus Frankreich (2026), taz
- Formiche, Il soft power non basta, l'Europa deve difendersi. L'analisi di Alex Karp (2022), Formiche
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